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September 24 Nel 2007 gli italiani hanno speso 16 miliardi fra massaggi, Spa e maschere
di bellezza, 275 euro a testa
Il relax di un massaggio agli olii
essenziali, il piacere di un bagno nell'acqua sulfurea, la spensieratezza di
una ciabattata a bordo vasca in attesa di una maschera alla vitamina C.
L'economia zoppica, i consumi sono fermi, l'unica cosa a camminare spedita è
l'inflazione, eppure c'è qualcosa da noi che cresce ad un ritmo più veloce
dell'economia cinese: la cosiddetta industria del benessere. In Italia esiste
sin dai tempi degli antichi romani, anzi una qualsiasi beauty farm dei nostri
giorni è una bazzecola rispetto alle Terme di Caracalla. Ma negli ultimi tempi
la crescita del giro d'affari (più 15 per cento l'anno) è stata così marcata da
sostenere un settore, quello del turismo, che naviga in acque difficili. Dicono
le statistiche che nel 2007 — fra massaggi, spa, beauty farm e centri benessere
— gli italiani hanno speso 16 miliardi di euro. Un numero troppo freddo per
farsi un'idea? Quei 16 miliardi rappresentano il 2 per cento della spesa annua
per consumi delle famiglie italiane. La metà di quello che ogni anno se ne va
tra bistecche e fettine, insomma di quello che gli italiani tirano fuori dal
borsellino per portare in tavola un piatto di carne. La spesa a persona è di 275
euro l'anno. Naturalmente le statistiche hanno lo stesso difetto del pollo di
Trilussa: se gli italiani mangiano mezzo pollo a testa, c'è chi se ne sbafa
dieci e chi non ne sente nemmeno l'odore. Ma secondo una recente ricerca del
Censis è l'8,7 per cento degli italiani a frequentare più o meno regolarmente le
cosiddette strutture per la cura del corpo. Roba da ricchi ma non solo: la
settimana nella beauty farm in Trentino resta un privilegio per pochi, ma il
massaggio rilassante nel fine settimana, magari dall'estetista all'angolo, è una
pratica che si diffonde sempre più. Forse sta proprio qui il segreto di questo
anomalo boom in tempi di magra: chi non ha problemi spende più di prima, chi
deve fare i conti per non finire in rosso qualcosina la spende comunque.
E il volume d'affari cresce, producendo non solo pelli lisce e facce
rilassate ma anche un buon numero di posti di lavoro. Le imprese che offrono
servizi legati al benessere sono in Italia circa 30 mila per un totale di 56
mila addetti. La maggior parte sono piccoli istituti di bellezza, che dalla
manicure alle maschere di fango hanno allargato l'offerta ai massaggi e alle
sedute rilassanti. Ma ci sono anche 4.200 alberghi e agriturismo con centri
benessere, 1.400 fra palestre e piscine, 500 stabilimenti balneari, e 2.500
stabilimenti termali. Una vera e propria industria del benessere, appunto. Anzi
del wellness, come usa dire, che si è sviluppata soprattutto al Nord: il 30 per
cento delle beauty farm e degli hotel con centri benessere è in Trentino-Alto
Adige, il 10 in Veneto. Ma che ha preso piede anche nelle zone dalla grande
tradizione termale, come la Campania (10,9 per cento) e la Toscana, 9,6 per
cento. Solo moda? «Dopo l'attentato alle Torri gemelle dell'11 settembre — dice
Domenico Scafoglio, professore di Antropologia all'Università di Salerno — in
tutto il mondo occidentale è stato registrato un aumento del consumo di cibo».
Cosa c'entrano il cibo e le Twin towers? «C'entrano perché ogni trauma ha
bisogno di una consolazione. E se la paura del terrorismo ci ha fatto mangiare
di più, i tempi difficili che viviamo, dal punto di vista economico, ci spingono
alla ricerca del benessere in tutte le sue forme, dal cibo salutista alla
palestra, fino alle terme e ai massaggi». Piacere del corpo, piacere per la
mente. Non è un caso se oggi, al Salone internazionale del benessere che si apre
ad Ischia, prenderà la parola il filosofo Aldo Masullo. Lui parla della
necessità di una «svolta etica ed educativa delle imprese del benessere».
Schopenhauer e Platone tra un massaggio e un bagno turco? Se la ride il
professore ma la realtà non è poi così lontana: «Non bisogna considerare il
benessere solo nella sua espressione più piattamente consumistica — dice Masullo
— e cioè come l'imitazione dei modelli che ci arrivano dalla tv. Il
benessere è sempre stato un grande tema del pensiero filosofico. Nel momento
in cui tratto bene il mio corpo non sto solo curando uno strumento di
prestazioni produttive ma sto facendo il primo passo verso la cura della mia
intimità, della mia mente, del mio rapporto con il mondo». Ce ne rendiamo conto
quando ci sdraiamo sul lettino per un massaggio o quando chiudiamo gli occhi
primi di immergerci in acqua? «Nella maggior parte dei casi no — sostiene il
professore — e proprio per questo serve una svolta etica ed educativa, come
miglioramento dell'uomo e superamento della sua attuale condizione». Se noi non
siamo consapevoli, gli stregoni del marketing se ne sono accorti da un pezzo. I
massaggi sono rivitalizzanti, le tisane riequilibranti, le pubblicità di beauty
farm e affini parlano più di mens sana che di corpore sano. Del resto quale
prodotto si vende meglio della felicità? Una ricerca francese sostiene che una
giornata alle terme cura l'ansia meglio degli psicofarmaci. Era uno studio
finanziato dall'associazione degli imprenditori del settore e quindi non proprio
il massimo dell'obiettività. «Ma lo dice anche il buon senso — sostiene Ettore
Novellino, preside della Facoltà di Farmacia dell'Università di Napoli — che
stare in pace con se stessi diminuisce le possibilità di ammalarsi, ed è motivo
di buon umore, non di depressione». Alla questione l'economista americano Paul
Zane Pilzer ha dedicato il libro «La nuova rivoluzione del benessere», dove ad
acchiappare i lettori è il sottotitolo: «Come costruirsi una fortuna nel
prossimo business da mille miliardi di dollari». Scrive Pilzer, già consulente
economico della Casa Bianca e quindi con una certa conoscenza del mondo: «Siamo
proprio all'inizio della futura industria da miliardi di dollari ma che al
momento è sconosciuta come lo era l'industria automobilistica nel 1908 o quella
del personal computer nel 1981». Magari esagera. Ma trovatelo voi un altro
settore dell'economia italiana che cresce del 15 per cento l'anno. La via di
fuga L'antropologo Scafoglio: «Ogni trauma ha bisogno di una via di uscita. Dopo
l'11 settembre in tutto il mondo occidentale c'è stato un aumento del consumo di
cibo. Oggi i tempi difficili che viviamo dal punto di vista economico ci
spingono all'evasione del benessere» July 11
«Critico chi voglio. E la gente applaude»
Caro Direttore, per tutti quelli scioccati dalla stampa di questi giorni, voglio rassicurare: non siete impazziti e non sono nemmeno impazziti i giornali. La questione è molto semplice, questo sistema fradicio e corrotto vede nell'eliminazione del dissenso l'unica possibilità di salvezza. Scrive Filippo Ceccarelli su Repubblica in relazione al mio intervento a piazza Navona: «Nulla del genere si era mai visto e ascoltato a memoria di osservatore». Questa cosa, Ceccarelli, si chiama libertà. Non hai mai visto una persona che chiama le cose col suo nome, anche quelle di cui tutti convengono sia assolutamente vietato parlare, come l'ingerenza inaccettabile del Vaticano nella vita politica del Paese e nelle vite private dei cittadini italiani. Caro Ceccarelli, hai fatto un'esperienza straordinaria. Col tempo apprezzerai la fortuna di esserti trovato lì l'8 luglio.
Quello che hanno visto i presenti e gli utenti di internet è una piazza ricolma di gente, che è stata in piedi per tre ore ad ascoltare e ad applaudire entusiasta. Gli interventi più criticati dai media sono quelli che hanno avuto indiscutibilmente più successo. Nel mio intervento, al contrario di quello che tanti bugiardoni hanno scritto, gli applausi più forti sono stati sulle critiche alla politica del Vaticano e le frasi più forti fra quelle sono state applaudite ancora di più. Questa manifestazione è stata il giorno dopo descritta come un fallimento, un errore, un autogol. Stampa e tv hanno tirato fuori il manganello e con i mezzi della diffamazione, della menzogna e dell'insulto stanno cercando di scoraggiare chi ha partecipato, a continuare. Alcune ovvie piccole verità: — A sinistra si lamentano del fallimento della manifestazione quando l'unico elemento di insuccesso è costituito dai loro stessi interventi. Se non avessero parlato in tanti di insuccesso a dispetto dei fatti, la manifestazione sarebbe stata percepita per quello che è stata: un successone. — Berlusconi e i suoi sono furiosi per quanto è accaduto e il sondaggio che direbbe che Berlusconi ci ha guadagnato lo ha visto solo Berlusconi.
Quello che dice potrebbe non essere vero. — L'intenzione di espellere Di Pietro era già evidente da parte del Pd e non è per me e Grillo che i due si sono separati. Pare che Veltroni gli preferisca Casini. Non è una battuta. — Le parlamentari che hanno difeso la Carfagna sostenendo che io in quanto donna non posso attaccare un'altra donna, insultando me sono cadute in contraddizione. — Pari opportunità e Carfagna sono due concetti incompatibili come Previti e giustizia. — È falso che non si possa criticare il presidente della Repubblica. Si può e ci sono buone ragioni per farlo ad esempio impugnando il parere dei cento costituzionalisti sul Lodo Alfano. — È falso che non si possa criticare e attaccare il Papa. Si può e ci sono buone ragioni per farlo. Ho letto un po' dappertutto che il Papa sarebbe una figura super partes. Super partes non è uno che si schiera con tutte le sue forze su ogni tema, dalla scuola ai candidati alle elezioni, alla moda e alla cucina, con interventi spesso molto al di sotto delle parti, cosa su cui anche la Littizzetto, esimia collega, ha efficacemente ironizzato. — La reazione furibonda di tutto il mondo politico alle parole di alcuni liberi pensatori, dimostra che gli interventi fatti sono stati importanti ed efficaci. La repressione dei media rivela la debolezza politica di una classe dirigente che in entrambi i poli è nata a tavolino. Gli unici elementi che hanno una oggettiva radice popolare e sono rappresentati in Parlamento allo stato attuale, sono Lega e Di Pietro.
E crescono. Berlusconi e Pd calano vertiginosamente. — C'è un partito finto, il Pd, nato senza idee, tranne quella di fondere due partiti per ingrandirsi con lo stesso criterio con cui si accorpano le banche per essere più forti. Questo partito votato controvoglia dalla maggioranza dei suoi elettori si è rivelato fin dai primi passi un soggetto politico artificiale, che somiglia più a un «corpo diplomatico» che altro. Molti dei vip che lo hanno sostenuto ora sono colti da attacchi isterici constatando che non sta in piedi. Dall'altra parte ci sono delle idee che vogliono essere rappresentate e discusse. Idee davvero alternative a quelle del centrodestra. La qual cosa, nel momento in cui si cerca di costruire un'alternativa, ha la sua porca importanza e fa sì che queste idee vengano considerate oggettivamente interessanti dall'opinione pubblica. Per quanto riguarda l'annosa questione: «Può un comico fare politica?», si tratta anche qui di una domanda che non esiste in natura. È ovvio e tutti sanno che chiunque parli a un pubblico fa politica. È ovvio che la politica in una democrazia la fanno tutti. Ma la vera domanda che si pone è: può un comico ottenere molto più consenso politico di un politico? Può il discorso di un comico essere molto più politico di quello di un politico? I fatti dicono di sì e tocca abbozzare. Potete anche continuare a menare le mani, ma sarebbe meglio fare uno sforzo di comprensione. D'altra parte parlo per me ma credo anche a nome degli altri, le nostre idee sono lì e si possono usare gratuitamente. Approfittatene.
Sabina Guzzanti
Lo stilista disegnerà residenze di lusso per la Dubai Infinity Holdings.
Dopo Armani e Versace un altro grande nome della moda legherà il proprio nome a un progetto che sorgerà a Dubai.
Pare, infatti, che Karl Lagerfeld disegnerà, per la Dubai Infinity Holdings, ottanta residenze per un resort di lusso che sorgerà a Isla Moda, la prima isola completamente dedicata al fashion, e che verrà alla luce nell’arcipelago artificiale The Worls. July 07 Chiamatelo come volete, ma il significato più importante [per me] è: "in sei mesi di lavoro non hai fatto cazzate e ti sei sufficientemente sbattutto per meritarti questo onestissimo plus".
Li dentro c'è riassunto un pò tutto, gratificazione personale, stimoli a far meglio, conferma del lavoro svolto, apprezzamento dei sacrifici fatti e conferma di verità del mio motto:
Metti tutto te stesso in ciò che fai e non vantartene, la gente lo noterà.
F&D&
P.s. $$$ Ora ragioniamo June 26
Published: June 25 2008 19:38 | Last updated: June 25 2008 19:38
Silvio Berlusconi has been in power in Italy for almost 50 days. Watching his new government in action is a bit like sitting down to view a bad old movie again. When the Forza Italia leader last ruled Italy from 2001 to 2006, he spent too much time legislating to protect himself from prosecution and too little reforming Italy’s sluggish economy. It is too early to make firm judgments, of course. But Mr Berlusconi’s latest essay in government already has the makings of another horror show.
Once again, the 71-year old prime minister is spending much of his political energy legislating to protect himself from Italy’s public prosecutors. He wants to pass a law that would suspend for one year most court cases where the alleged crime carries a sentence of more than 10 years. If this law is passed, it would scupper a trial due to start next month in which Mr Berlusconi is charged with paying $600,000 to his British lawyer, David Mills. Needless to say, the opposition has dubbed the legislation the “save the premier law”.
Mr Berlusconi does not stop here. He is also trying to introduce a law that would give immunity from prosecution to the top office holders in the Italian state, including himself. Such legislation would be unthinkable in most western states and was deemed unconstitutional by Italy’s supreme court when Mr Berlusconi last tried to introduce it in 2004. Now he is back in office, Mr Berlusconi is having another go.
All this would be of modest interest if Mr Berlusconi were expending the same amount of energy reforming Italy’s sluggish economy. But here, too, fears are mounting. Last time he was in power, one of Mr Berlusconi’s worst errors was to let Italy’s deficit and debt levels spiral out of control. One wonders if we are about to see the same again.
The Berlusconi government last week introduced a budget that will see the public deficit rising from 1.9 per cent of gross domestic product in 2007 to 2.5 per cent in 2008. The rise may be justified by low economic growth; but there is no sign yet that this government is maintaining a tight grip on public spending.
For Italy’s sake, things must improve from here. The country has one of the slowest growth rates in the eurozone. It needs serious, responsible government to turn the economy round. Mr Berlusconi said on Wednesday that Italy’s public prosecutors had subjected him to an endless “Calvary”. But the only Calvary being suffered in this story is the one endured by Italy, which needs a dramatic reversal in its political and economic fortunes.
Copyright The Financial Times Limited 2008 June 25 È stata presentata in anteprima mondiale a Milano nella sede Versace di Via del Gesù il 23 giugno la Lamborghini Murcielago LP 640 Roadster Versace. Sempre in anteprima mondiale è stata lanciata la Collection LP 640,
linea di accessori espressione del gusto tipica di Versace e ispirata
al design rigoroso e alle linee essenziali della Murcielago.
Stephan Winkelmann, presidente e Ad di Automobili Lamborghini S.p.A. dichiara: “La
collaborazione con Versace si è rivelata un’ottima esperienza ed è uno
degli esempi attraverso cui stiamo perseguendo la nostra strategia di
sviluppo di attività luxury parallele alla produzione di supersportive
di lusso. Essere protagonisti insieme a Versace di questo prestigioso
binomio del Made in Italy ci riempie di orgoglio e va ad aggiungersi ai
nostri recenti successi”.
La supersportiva, in serie limitatissima, è equipaggiata per la prima volta con il cofano motore trasparente che mette in evidenza il motore V12.
La Lamborghini Murcielago LP 640 Roadster Versace si presenta con una livrea bianco pastello e interni completamente rinnovati rispetto al modello da cui deriva. I sedili a guscio sono rivestiti in pelle bianca e nera,
mentre in nappa pieno fiore ricamata a mano e lavorata con il tipico
motivo a greca Versace, che si ritrova sulla parte inferiore delle
portiere, è il rivestimento del cruscotto, delle portiere e della
console centrale. Due targhette in pelle “Gianni Versace Couture” sottolineano l’eccellenza della collaborazione tra le due aziende.
La vettura è il risultato, infatti, dell’unione creativa fra i
designer Versace, il Centro Stile Lamborghini e gli specialisti del
programma “Ad Personam”, che consente a ogni cliente di
personalizzare la propria sportiva scegliendo il tipo di
equipaggiamento, il colore della carrozzeria e i rivestimenti interni.
Passando alla Collection LP 640 è in vitello opaco nero e si compone
di valigie, trolley, portabiti, sport e business bag, guanti e car shoe
e small leather goods. I richiami stilistici degli accessori sono
creati con cuciture e lavorazioni di bordini alla francese, realizzati
a mano. Un “autentification tag” in palladio reca incisi il nome della
collezione ed i loghi delle aziende.
Gli accessori saranno in vendita presso le boutique Versace e alcuni showroom Automobili Lamborghini a partire da novembre. June 23 How imbalances led to credit crunch and inflation
By Martin Wolf
Inflation is always and everywhere a monetary phenomenon - Milton Friedman
What explains the combination of a “credit crunch” in the US with
soaring commodity prices and rising inflation across the globe? Are
these unrelated events or part of a bigger picture? The answer is the
latter. So far this is not a return to the 1970s. But action is needed
to keep this true.
Inflation is a sustained rise in the price level: the result of too
much money (or purchasing power) chasing too few goods and services. A
one-off jump in commodity prices is not inflation. Nor need such a jump
cause inflation. But a continuous rise in the relative price of
commodities is a symptom of an inflationary process.
The remainder of this column can be read here. Debate from our expert panel appears below.
June 18th, 2008 in Global economy |
June 09 Se [...] avessi in mano la schedina vincente del superenalotto. E' una cosa che ormai si sente dire sempre più spesso data la situazione in cui sitrovano tanti.
E' vista un pò come salvezza, come risoluzione dei problemi di tutti i giorni. E' vista come l'evento che [in effetti] ti cambia la vita.
Sulla quale troppi contano, invano.
Però, è sempre bello soffermarsi qualche minuto e fantasticare su come cambierebbe la vita possedere quella dozzina di milioni di euro.
Ne parlavo proprio ieri. Conoscendomi non mi permetterei mai di dire "rimarrei sempre lo stesso" ; " non me la menerei per niente" perchè sarebbe una palla colossale.
Mi sparerei subito nell'arco di una settimana due case, una in città...in centro, sul centro, sopra il duomo. Ed una sul lago di Como. Fatto, veloce ed indolore. Dopodichè un bravo banchiere [eufemismo] ed investo tutto il resto in modo da potermi garantire una vita agiata per...tipo, sempre.
Questo è quello che farei io perchè conoscendo le mie manie di grandezza e le mani bucate credo che potrei stabilire il record di sperpero di un patrimonio [non so a chi appartenga ora], ma conoscere i propri limiti è una grande forza. Evitare di buttare via una fortuna in tempo record è decisamente un gesto di maturità. =)
Anche se [e vi lascio con questa perla di saggezza] sognare fa bene, ma per poco..la più grande fortuna la si costruisce giorno per giorno col proprio impegno.
F&D& June 07
Yves Saint Laurent, legendary designer and Pied Piper of fashion, dies aged 71
Yves Saint Laurent, deemed by many to be the last of the great 20th century French designers and the founder of modern fashion for women, died at his Paris home last night after a long illness, aged 71.
His death was announced by Pierre Bergé, his business partner from when the two launched the famous brand in 1962, through to Saint Laurent's retirement in 2002 and his almost wholly reclusive later life. "Gabrielle Chanel gave women freedom. Yves Saint Laurent gave them power," Bergé told France Info radio. "Like all creators, Yves Saint Laurent had two faces, a public face and a private face."
Alongside Coco Chanel and Christian Dior, Saint Laurent was considered a member of the French fashion world's holy trinity. It was a role he was predicted to fill since he took over as haute couture designer at Dior at the age of 21.
Throughout his time at Dior and much more so under his own label, Saint Laurent coined styles for women that changed the way they dressed in the postwar era and his influence can still be seen today, arguably more so than Chanel's and Dior's.
For fellow designer Christian Lacroix, the reason for Saint Laurent's success was his versatility. "Chanel, Schiaparelli, Balenciaga and Dior all did extraordinary things. But they worked within a particular style," he said. "Yves Saint Laurent is like a combination of all of them. He's got the form of Chanel with the opulence of Dior and the wit of Schiaparelli."
Diana Vreeland, the legendary American fashion magazine editor, dubbed him the "Pied Piper of fashion. She said: "Whatever he does, women of all ages, from all over the world, follow."
Saint Laurent's nipped-in trouser suits, slinky tuxedos and safari jackets still look perfectly modern decades after their shocking debuts on the runway. In an industry where most clothes are deemed passé after six months, such longevity is as rare as a healthy looking model. Saint Laurent's influence can still be seen on any high street in any western country.
His styles epitomised a certain kind of seductive, wealthy, intelligent French woman - Catherine Deneuve, in other words, who frequently sat in the front row at his shows, and it's a look that is still as desirable today as it was 40 years ago. His shamelessly sexy clothes dovetailed perfectly with feminism's inception, as did his advent of trousers for a woman's daily wardrobe, and his frequent references in his collection to art and other aspects of modern culture.
He was one of the first to use black models and he also is credited with beginning to democratise the fashion world by shifting the industry's attention from the rarefied and frankly extortionate world of haute couture to the relatively more accessible one of prêt a porter, with his Rive Gauche line.
But his fame grew in a hedonistic era and Saint Laurent had long-term drug and alcohol problems, and his walk down the runway at the end of his shows was occasionally fragile and fraught.
When he announced his retirement in 2002, he referred to these addictions that blighted his life and, more movingly, the lives of those near him:
"Every man needs aesthetic phantoms in order to exist," he said. "I have known fear and the terrors of solitude. I have known those fair-weather friends we call tranquillisers and drugs. I have known the prison of depression and the confinement of hospital. But one day, I was able to come through all of that, dazzled yet sober."
The eldest child of a wealthy French industrialist, Saint Laurent was born in Oran, Algeria, and began making clothes for his mother when he was still a small child.
After winning the prestigious first prize in the International Wool Secretariat competition, and instigating a lifelong rivalry with Lagerfeld, who won in a separate category, he was taken under Dior's wing and then took over from him when the designer died in 1957.
But the Saint Laurent label began to languish in the 80s and 90s and it was then bought and sold by various companies. In 1999 it was bought by the Gucci Group, and the ready to wear line was taken over Tom Ford, seen as the antithesis of Saint Laurent.
The label is now designed by Stefano Pilati, who bases his styles on those of the man who gave the brand its name.
Backstory (per chi ne ha bisogno)
Yves Saint Laurent achieved instant fame in 1958, aged 21, when he showed his first collection for Dior, the Trapeze line. He went on to create five more collections for Dior, culminating in the 1960 Beatnik, which featured turtlenecks and black leather jackets.
After setting up his own couture house in 1962, Saint Laurent began to develop his signature look, including the celebrated tuxedo suit, Le Smoking. "I'm convinced women want to wear trousers, he said." He also created his classic day shift dress, the Mondrian, left, in the 60s, based on the Dutch artist's linear paintings.
The designer's masculine shapes triumphed in the 80s, with collections featuring boxy jackets hand-beaded with Van Gogh sunflowers and inspired by artists as diverse as Jean Cocteau and Henri Matisse.
www.guardian.co.uk
www.ysl.com
P.s. Ne avesse parlato un giornale italiano...
F&D& May 29
Il glamour si fa hotel
A Mykonos cambia tutto. Aprono boutique hotel con giardini mediterranei, piccoli rifugi fuori dalla confusione. Per chi vuole scoprire l'altra faccia dell'isola
Si è aperta una nuova stagione per l'hotellerie di Mykonos. Boutique hotel e piccoli rifugi di charme hanno aperto sull'isola più glamourous delle Cicladi. Vicino alla spianata dei mulini a vento simbolo di Mykonos i cilindri bianchi incappucciati da coni
di paglia scura, a pale aperte sul promontorio, si affaccia l’Hotel Theoxenia, inserito tra le proprietà nazionali protette dal ministero greco della Cultura.
Una costruzione tradizionale, rivoluzionata nelle parti interne da Aris Konstantinidis, tra i più ricercati architetti greci. Quasi un piccolo museo del design anni Settanta, in esasperato stile minimalista, l’opposto di ciò che ci si aspetta da un hotel greco sul mare. Colori acidi, sfumature arancio, verde mela, rosso e turchese, linee arrotondate, oggetti da collezione di artisti contemporanei, tappeti ruvidi sui pavimenti in pietra, onnipresenti scorci sul mare e sui mulini dalle camere. Circondata da piante fiorite, la piscina dove si servono colazione e aperitivi. È in perfetto stile cicladico, invece, l’Hotel Belvedere, nuovo boutique
hotel in un giardino, vista strepitosa sul mare, arredi di design, appuntamento dell’isola per l’aperitivo al Sunset Bar, accanto alla piscina. Il ristorante Matsuhisa è l’unico firmato Nobu in Grecia.
Proseguendo, invece, dal porto verso la spiaggia di Agios Stephanos, si incontra una new entry dell’hôtellerie: il Mykonos Grace, appena inaugurato e appena insignito del premio come miglior hotel di design dell’anno europeo, è un’oasi di buongusto, camere a vari livelli, impreziosite da oggetti di artigianato locale, tessuti pregiati, piscina sul mare e piccola spa. Unici nei, l’accesso direttamente su strada e ancora tante incertezze nel servizio. Più informale l’atmosfera del Semeli, arredato come una casa privata, circondata da piante fiorite. Ritornando verso la Chora, si passa davanti all’Hotel Cavo Tagoo, ricavato in uno storico palazzo nobiliare. Il bianco smagliante, protagonista del grande living, pareti, tessuti, pavimenti, è interrotto da macchie di colore negli arredi delle stanze.
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Quella che era nata come una ‘sorella minore’ di Hed Kandi, Stereo Sushi, è ormai cresciuta, si è imposta ed è diventata indipendente. Ormai teen-ager, questa serie torna con una nuova fresca selezione di gustosa House Music della più soulful e profonda in circolazione, quella che richiama i fasti della disco music dei club più glamour, che ha quella marcia in più che la contraddistingue. La lista dei nomi comprende: Jill Scott, Blaze, Miguel Migs, Joey Negro, Wez Clarke, Sunburst Band, Dj Spen, Mr V, Justin Michael, Fanatix, Richard Earnshaw, Danism Aaron Ross & More…
Tracklist: CD1 1. Joey Negro Pres. The Sunburst Band Rough Times Joey Negro Club Mix 2. Elisabeth Troy Higher Ground Classic Mix 3. Cookie Monsterz Feat. Maxine Braham Lets Ride Soulful Mix 4. Fanatix Feat. Sara Devine & Sterling Ensemble Call On Me 5. Ethan White & Lisa Shaw Find The Way Richard Earnshaw Classic Vocal 6. Danism & Kenny Bobien Feelin You Groove Assassin Remix 7. Yogi & Husky It Feels Alright Miguel Migs Petalpusher Rework 8. Justin Michael & Secret Soul Feat. Gina Rene Celebration of Music Original Vocal Mix 9. Yolanda Wynn I Know You (I Live You) Joey Negro Club Mix 10. Christian Alvarez & Andy Lee Pres. Soulmates Always 11. Kimara Lovelace When Can Our Love Begin Richard Earnshaw Remix 12. Aaron Ross Feat. Gia Mellish Love Potion
CD2 1. Miguel Migs Let Me Be Petalpusher Vocal Mix 2. Blaze Listen Roots Vocal Mix 3. Lisa Mack Where Do We Go Spen & Thommy’s Spiritually Sound Vocal 4. Jill Scott Hate On Me Sole Channel Remix Feat. Mr. V 5. Ralf GUM Feat. Monique Bingham Kissing Strangers Feliciano Vocal Mix 6. Ron Gelfer Feat. Tiger Lily Your Beat Sounds Like Aaron Ross Remix 7. Studio Apartment Feat. Blaze The Rising Sun MuthaFunkaz Sun Rising 8. The Realm Presents Darian One Step The Realm Vocal Mix 9. Justin Michael Feat. Donnie Romello Music High Spen & MuthaFunkaz Vocal Mix 10. Wez Clarke & Maxine Hardcastle Ft Lovely Laura on Sax Another Chance Richard Earnshaw Mix 11. Danism Feat. Haze Mesmerise Vocal Mix 12. Yass Feat. Lt Brown He Reigns Unreleased Mix
www.disc-jockey.it
May 28 28 maggio 1983 ore 00.40 - 28 maggio 2008
Scusate la modestia ma è uno spettacolo che ogni anno si rinnova!
Ho l'impressione che il mio 25esimo sarà un anno pieno di stupefacenti sorprese e cambiamenti!
Ho grandi aspettative su di lui!
Happy birthday to me
F&D& May 23 Ecco una storia utile alla quale aggrapparsi nei momenti difficili:
"Un giorno, un non vedente era seduto sul gradino di un marciapiede con un cappello ai suoi piedi e un pezzo di cartone con su scritto: «Sono cieco, aiutatemi per favore» Un pubblicitario che passava di lì si fermò e notò che vi erano solo alcuni centesimi nel cappello. Si chinò e versò della moneta,poi, senza chiedere il permesso al cieco, prese il cartone, lo girò e vi scrisse sopra un'altra frase. Al pomeriggio, il pubblicitario ripassò dal cieco e notò che il suo cappello era pieno di monete e di banconote. Il non vedente riconobbe il passo dell'uomo e gli domandò se era stato lui che aveva scritto sul suo pezzo di cartone e soprattutto che cosa vi avesse annotato. Il pubblicitario rispose:
'Nulla che non sia vero, ho solamente riscritto la tua frase in un altro modo'. Sorrise e se ne andò. Il non vedente non seppe mai che sul suo pezzo di cartone vi era scritto: 'Oggi è primavera e io non posso vederla'. Cambia la tua strategia quando le cose non vanno molto bene e vedrai che poi andrà meglio. Se un giorno ti verrà rimproverato che il tuo lavoro non è stato fatto con professionalità, rispondi che l'Arca di Noè è stata costruita da dilettanti e il Titanic da professionisti.... "
F&D& April 15 E visto che "Menomale che gli italiani hanno votato silvio", mi piacerebbe sapere poi perchè. Staremo tutti meglio, perchè presto o tardi rimmetterà l'Italia sulla strada dello sviluppo, resterà a Napoli finchè anche l'ultimo sacchetto dell'umido [ma l'avranno?] non sarà stato smaltito e toglierà l'ici [e i comuni ce lo piazzeranno da un'altra parte] sulla casa. Darà una pistola ad acqua a Bossi così almeno può sparare quanto vuole senza rompere i coglioni. Beccherà i furbetti che non pagano le tasse [tipo imprenditori che dichiarano 10.000 euro a fine anno] e mia nonna avrà finalmente una minima decente.
Vi dirò una cosa, menomale che sono stati fucilati [democraticamente] tutti i partitini...una bella sfoltita ci voleva, basta con ste storie dei fascisti dei comunisti a tutti i costi. Sa di vecchio, anche se...molte facce dei due partitoni nuovi [sono facce vecchie, liftate, ma vecchie]. Non hanno nulla a che vedere con il Labour Party, c'è molto da lavorare per arrivare li. Gli italiani all'estero sono sdegnati per come noi abbiamo votato, ancora silvio dicono! Eh, ditemi voi che sarebbe cambiato con walter, nulla, silvio e walter sono due faccie della stessa medaglia. Quella che ha vinto è vista con disprezzo all'estero [povero silvio] l'altra è il classico meno peggio. Mi sono sempre chiesto come la gente potesse votare silvio, con tutto quello che ha fatto...perchè si sa...un imprenditore non arriva a quei livelli pulito pulito. Ma lo votano, ancora. E allora...tutti i giornali comunisti?Le televisioni comuniste? Non hanno lavorato bene...oppure non erano abbastanza forti per contrastare le sue... [chi detiene l'informazione detiene il potere]. Dopo ieri ditemi che non è vero.
Non ci sono stati brogli, ha vinto, ora governi. Giungo alla conclusione, tra sinistra e destra negli anni ci siamo sputtanati agli occhi di chi conta all'estero rifiuti, corruzione, mafia....ora, che faccia pure i suoi interessi, come cazzo vuole, basta che faccia anche i nostri.
Ho votato, non mi sento rappresentato, ma se leva il bollo dell'auto mi sta un pò meno [ma poco meno] sul cazzo.
Così magari mi compro la Jaguar.
F&D&
P.s. dopo se ho tempo vi posto l'articolo dell' International Herald Tribune, vi farà bene leggere.
April 03
L’abbraccio di Vienna – Klimt, Schiele e i capolavori del Belvedere, è un grande affresco dell’arte mitteleuropea che oltre a presentare le opere degli autori legati alla Secessione e all’Espressionismo Viennese allarga il punto di fino ad “abbracciare” un periodo molto più esteso. Nata dalla stretta collaborazione con il Museo austriaco del Belvedere, che conserva la più importante collezione mondiale delle opere della Secessione, la mostra è curata da Sergio Gaddi, assessore alla cultura del Comune di Como e Franz Smola, curatore del museo Belvedere.
Gustav Klimt, figura preminente della Secessione viennese, è presente con diverse opere di grande importanza come Dopo la Pioggia, Castello di Kammer sul Lago Atter, – uno tra i soggetti preferiti da Klimt – e lo splendido Ritratto di Johanna Staude, dipinto fra il 1917 e il 1918. Oltre ai lavori di altri esponenti di rilievo della Secessione come Koloman Moser e Otto Friedrich, sono esposti a Villa Olmo alcuni capolavori assoluti di Egon Schiele caratterizzati dalla passionalità e dalla fisicità del corpo. Una delle opere che hanno reso il maestro espressionista celebre in tutto il mondo è senza dubbio L’abbraccio, dipinto nel 1917, che riproduce una coppia di amanti che si abbandona a una stretta passionale. Altro caposaldo dell’Espressionismo viennese è Oskar Kokoschka. L’opera il Tigone dipinta nel 1926 in uno zoo di Londra, è rappresentativa della veemenza e della dinamicità gestuale che hanno sempre caratterizzato i suoi capolavori. La mostra di Como analizza anche i periodi storico-artistici precedenti le grandi rivoluzioni figurative della Secessione e dell’Espressionismo. Il percorso espositivo, infatti, parte dalle opere delle collezioni di pittura barocca del Belvedere. Significative sono quelle legate alla storia religiosa e mitologica, come Allegoria dell’Immacolata Concezione di Maria di Paul Troger del 1750, o come i ritratti di rappresentanza di Martin van Meytens. La sezione presenta, inoltre, importanti sculture di Franz Xaver Messerschmidt le cui virtuosistiche e grottesche teste di carattere risultavano, per l’epoca, assolutamente innovative. Nello sviluppo cronologico delle sale, due sono dedicate ad altrettante sezioni particolari, ovvero al ‘Viaggio in Italia’ e alle ‘Donne’. Nella prima si dà spazio alle rappresentazioni di gusto romantico delle città italiane come Roma o Napoli, nella seconda, l’immagine della donna riveste l’ideale della bellezza femminile del tempo, sia come madre, rappresentata nel lavoro di Josef Danhauser, sia come ‘femme fatale’, nei quadri di Johann Baptist Reiter.
Come tutte le rassegne di Villa Olmo, la mostra è parte di un progetto culturale integrato aperto alla musica e al teatro, ed è affiancata da un articolato percorso didattico. La straordinaria bellezza del lago di Como, il fascino di Villa Olmo e il grande patrimonio artistico ed architettonico della città completano e rendono indimenticabile la visita alla mostra. March 27 Vocabolario Garzanti: Voto [vó-to]: 1. espressione della volontà, quando si deve eleggere qualcuno o si deve decidere qualcosa collettivamente. Utile [ù-ti-le]: 1. che può essere usato, che può appagare un bisogno 2. che apporta un vantaggio, un profitto; che è di giovamento efficace. Il voto del 13 aprile non è contemplato dal vocabolario, non possiamo infatti eleggere qualcuno, ma solo fare una croce su un simbolo di un partito. Anche la decisione collettiva è esclusa dalle elezioni politiche. Non è infatti un referendum e neppure una proposta di legge popolare. Per un utilizzo aggiornato della parola “voto” va quindi introdotto un nuovo significato: 1. manifestazione di carattere rituale con cui i cittadini ratificano le scelte dei partiti. Passiamo all’aggettivo “utile”. Qui andiamo senz’altro meglio. L’aggettivo “utile” insieme alla parola “voto” risignificata è perfetto: “voto utile”. Il voto utile può “essere usato, può appagare un bisogno”. E’ facile dimostrarlo. Sottrae ai processi i condannati, riabilita i pregiudicati, sistema le mogli, stimola le amanti e piazza i figli di. Il voto utile “apporta un vantaggio, un profitto ed è di giovamento efficace”. Il ritorno economico è indubbio 25.000 euro al mese, la pensione dopo due anni e mezzo, le auto blu e, solo per i trasgressivi, coca e puttane e gli elicotteri dell’Aeronautica Militare. La campagna per il voto utile è senza confini. Morfeo Napolitano lo ha ricordato in suo raro momento di veglia dal lontano Cile. Ha difeso i partiti, espressione della democrazia, e attaccato i facili populismi. Poi ha ripreso a dormire. Lo psiconano e Topo Gigio sono da sempre in prima fila per il voto utile. Se li voti sei utile, altrimenti no. Testa d’Asfalto senza il vostro voto non avrebbe più Rete 4, i suoi amici pregiudicati, i conflitti di interessi. Il sindaco de Roma sarebbe costretto a andare in Ruanda o in Madagascar a scrivere libri e a salvare l’umanità in pericolo. Fatelo per loro. Fatelo per voi. Mandateli a fanculo il 13 aprile con un “non voto utile” alle elezioni politiche. [nón] [vó-to] [ù-ti-le]: 1. riconquista dello Stato da parte dei cittadini 2. delegittimazione del parassitismo dei partiti. V-day 25 aprile. Informazione libera in libero Stato.
 March 25 Vuoi mettere la comodità alle 9.00 di mattina: Parcheggiare, entro...un caffè americano, bollente, da portare via. 2 minuti ed esco e vado verso l'ufficio col mio caffè!
Invece devo antrare in un bar qualsiasi e se ho fretta devo comunque aspettare che il barista mi caghi, mi faccia un espresso eeeee....se sei in ritardo finisce che o non prendi il caffè [vitale la mattina] o arrivi ancora più in ritardo!
Possibile che in Italia dobbiamo essere indietro anche sulle colazioni? Cioè, a me piace mettermi li al tavolino...cappuccio, cornetto e giornale ma non si ha sempre il tempo...ci vuole qualcuno che si inventi il caffè da asporto per la mattina, veloce, comodo...un business!
Uff...ma devo pensare sempre a tutto io?
March 15
By Charles Wyplosz
In 1971, with the greenback weak and falling, US Treasury secretary
John Connally famously told the rest of the world that the US dollar
was “our currency and your problem”. Thirty years later, with the
dollar strong and still rising, Robert Rubin, his successor, no less
famously stated that “a strong dollar is in the interest of the United
States”.
These days, because the dollar is weak and falling, we would have
expected US officials to return to Connally’s mantra but they
unexpectedly chose Rubin’s. On reflection, glorifying a strong dollar
when it is so weak means they do not care. Connally without compassion,
if you prefer.
Jean-Claude Trichet, president of the European Central Bank, is
thereby left bemoaning “excessive exchange rate moves”. This, too, is
an extraordinary statement. In the past week the dollar has barely lost
1 per cent vis a vis the euro. That is significant, but “excessive”?
Yes, he may be reacting to the 6 per cent dollar depreciation in the
past month. Or to the 17 per cent change over the past 12 months. Or
perhaps the 31 per cent depreciation since the dollar was last
strongish in late November 2005.
Well, currencies float. They are bound to be sometimes overvalued
and sometimes undervalued. This is what they do and these numbers are
not especially large by historical standards. Margaret Thatcher, former
UK prime minister, was right when she said that exchange rates were a
matter for markets to decide.
Of course, markets react to monetary policies. As the US economy
faces a recession, a weak dollar is in the country’s interests. As
inflation exceeds its own definition of price stability, a strong euro
is in the interests of the eurozone. End of story? Not quite. (Continued)
Charles Wyplosz is professor of economics at the Graduate Institute of Geneva. The remainder of his column can be read here. Comment from our expert panel and guest members can be read below.
5:55pm in Currencies, Eurozone, Global economy, US policy, credit squeeze | Permalink | Comments from our expert panel (0)
March 12, 2008
By Martin Wolf
What am I bid on financial sector losses from the US subprime
mortgage crisis? Do I have advances on the $100bn suggested by Ben
Bernanke, chairman of the Federal Reserve, only last July? Yes, I now
have $500bn from the gentlemen from Goldman Sachs. Any advances on
$500bn? Yes, I have $1,000bn-$2,000bn from Nouriel Roubini of New York
University’s Stern School of Business. Any advances? Going, going, gone.
It is easy to be cynical about this ascending auction of scary prognoses. But we cannot ignore them.
In “Why Washington’s rescue cannot end the crisis story”
(this page, February 27) I analysed the implications of aggregate
financial sector losses of $1,000bn. That figure was in line with
estimates by Prof Roubini and George Magnus of UBS.
I concluded that even this would be manageable, if painful, for an
economy as big and a government as creditworthy as that of the US. Prof
Roubini objects that I have taken the downside too lightly. He now argues that financial losses might amount to $3,000bn.
The remainder of this column can be read here. Debate from our panel of economists appears below.
March 14
A ndy Warhol was born Andrew Warhola in Pittsburgh,
Pennsylvania, in 1928. In 1945 he entered the Carnegie Institute of Technology
(now Carnegie Mellon University) where he majored in pictorial design.
Upon graduation, Warhol moved to New York where he found steady work as
a commercial artist. He worked as an illustrator for several magazines
including Vogue, Harper's Bazaar and The New Yorker
and did advertising and window displays for retail stores such as Bonwit
Teller and I. Miller. Prophetically, his first assignment was for Glamour
magazine for an article titled "Success is a Job in New York."
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Throughout the 1950s, Warhol enjoyed a successful
career as a commercial artist, winning several commendations from the Art
Director's Club and the American Institute of Graphic Arts. In these early
years, he shortened his name to "Warhol." In 1952, the artist
had his first individual show at the Hugo Gallery, exhibiting Fifteen
Drawings Based on the Writings of Truman Capote. His work was exhibited
in several other venues during the 1950s, including his first group show
at The Museum of Modern Art in 1956.The 1960s was an extremely prolific decade for
Warhol. Appropriating images from popular culture, Warhol created many
paintings that remain icons of 20th-century art, such as the Campbell's
Soup Cans, Disasters and Marilyns. In addition to painting,
Warhol made several 16mm films which have become underground classics such
as Chelsea Girls, Empire and Blow Job. In 1968, Valerie
Solanis, founder and sole member of SCUM (Society for Cutting Up Men) walked
into Warhol's studio, known as the Factory, and shot the artist. The attack
was nearly fatal.
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At the start of the 1970s, Warhol began publishing
Interview magazine and renewed his focus on painting. Works created
in this decade include Maos, Skulls, Hammer and Sickles,
Torsos and Shadows and many commissioned portraits. Warhol
also published The Philosophy of Andy Warhol (from A to B and Back Again).
Firmly established as a major 20th-century artist and international celebrity,
Warhol exhibited his work extensively in museums and galleries around the
world.
The artist began the 1980s with the publication
of POPism: The Warhol '60s and with exhibitions of Portraits
of Jews of the Twentieth Century and the Retrospectives and Reversal
series. He also created two cable television shows, "Andy Warhol's
TV" in 1982 and "Andy Warhol's Fifteen Minutes" for MTV
in 1986. His paintings from the 1980s include The Last Suppers,
Rorschachs and, in a return to his first great theme of Pop, a series
called Ads. Warhol also engaged in a series of collaborations with
younger artists, including Jean-Michel Basquiat, Francesco Clemente and
Keith Haring.
Following routine gall bladder surgery, Andy Warhol
died February 22, 1987. After his burial in Pittsburgh, his friends and
associates organized a memorial mass at St. Patrick's Cathedral in New
York that was attended by more than 2,000 people.
In 1989, the Museum of Modern Art in New York
had a major retrospective of his works.
The Andy Warhol Museum opened in Pittsburgh, Pennsylvania, in May 1994.
This biography was compiled by
Martin Cribbs, Licensing Director.
See also: The Andy Warhol Museum
Authentication Procedure
for works of art by Andy Warhol
Solo Exhibitions of Andy Warhol's Work
Above Top to Bottom: Andy Warhol,
Big Torn Campbell's Soup Can (Pepper Pot),
Campbell's Soup Can (Crushed Can), 1962. Andy Warhol, Campbell's Soup Can (Cream of Chicken), 1962. Andy Warhol,
Campbell's Soup Can (Beef
Noodle), 1962. 1962. Andy Warhol,
|
All artwork ©2002 The Andy Warhol
Foundation for the Visual Arts/TM
Campbell Soup Company. All rights reserved. | |
Trail Blazers
Believe
it or not, a blazer can be rock ’n’ roll. And despite what you’ve been
told, you can (and should) wear black and blue together.
Blazer, $795, by Calvin Klein Collection. T-shirt, $90, by Nice
Collective. Jeans, $191, by 7 For All Mankind. Sneakers, $295, by
Common Projects.
Pocket square by Paul Stuart. Bracelet by Giles &
Brother.
March 12 Approfitto della febbre per staccare un pò e riflettere su un paio di cose, sul tempo..e dico che è ora che si sitemi perchè qui fra caldo e freddo ne ho un pò piene le balle e la febbre che mi ha preso di mira ne è la prova. Sulla vita, riflessione però troppo lunga...quindi la accantonerò per ora... Sulla primavera, che a giudicare dall'anteprima di due weekend fa, è iniziata non vedo l'ora di sofderare tutto il guardaroba primavera/estate. [non me la menate] Sul mio futuro e credo che se le cose vanno avanti così...sarà bene prendere in considerazione l'opzione di trasferirsi da qualche parte...Spagna, Inghilterra...Canada...
P.s. Vi sono vicino ragazzi...
February 26 A sto mondo chi ci rimette sono i poveracci, alla fine se hai i soldi per pagare non ti levano la patente....non ti tolgono i punti. Io ho sfruttato questo cavillo giuridico a mio favore, avrei dovuto rimanere senza patente per 1 mese [minimo] ma pagando 250.00 euro in più non accadrà.
E se fossi stato un poveraccio che da 1000 euro al mese deve far saltar fuori affitto, bollette, cibo e benzina? Mi sarei indebitato? Sarei rimasto senza patente....e il lavoro? Come ci vai se non puoi guidare e non abiti in una città servita dai mezzi...
Sono cazzi tuoi se non hai soldi con cui pagare, a volte è davvero impietosa la vita.
E invece via, paghi 620 euro di multa e continui ad andare avanti, impunito, libero...senza problemi.
E' il sistema, non è giusto, ma è il sistema.
F&D&
P.s. E' arrivata la foto sono io... February 16 La Pennellata: Trecentosettantasettevirgolaventieuro di multa, meno dieci punti sulla patente e menomale che c'è una sentenza della cassazione che non fa applicare la sospensione della patente (da 1 a 3 mesi) nel caso di sanzione mediante autovelox. A volte la fortuna eh. Non mi ricordo nemmeno chi ero il 18/10/2007...bah, mandatemi la foto almeno... La Beffa: Ma non è finita li, vuoi riportare un dvd che hai in casa da almeno 5 gg? Certo, vai in videoteca e.... "Credito insufficiente" nel portafoglio hai più scontrini e ricevute che spiccioli, quindi te ne torni a casa con il tuo bel dvd...aggiungendo un altro giorno al conto. Lo ricorderemo come il dvd più caro della storia umana.
E siamo solo alle 13.42....
F&D&
February 12 Ho tante di quelle cose da fare che come sempre non mi basta la giornata intera....per lavoro ok...ma mi manca il tempo per i cazzi miei, dovrei andare dal parrucchiere e tentare di dare un senso a sti capelli, dovrei anche informarmi sui prezzi delle case perchè ormai è ora [eh] ma quando? alla seconda settimana di 7 su 7 inizio ad avere un principio allucinazione e non va bene. Ho trovato 5 minuti per scrivere qui come sempre, come sfogo, uff....è arrivata "Miranda". Torno al lavoro, tenete duro gente.
F&D&
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